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La resa dei conti. Mancano undici giorni all’assemblea straordinaria della Ginnastica Triestina, nella quale si deciderà la fiducia (o meno) all’attuale presidente. Una situazione precipitata nelle ultime settimane e che ormai vede una netta contrapposizione all’interno della storica polisportiva. Una vigilia tesa, nella quale le due parti stanno chiamando a raccolta i propri simpatizzanti in vista di un 17 maggio che delineerà in maniera più netta che in passato la strada da intraprendere per l’immediato futuro.

Marco Fumaneri, numero uno del club. E’ vero che avete chiesto agli istruttori di alcune discipline una drastica riduzione dei loro compensi?

«Assolutamente no, ed è la prima cosa su cui è necessario fare chiarezza. Innanzitutto voglio ricordare che gli emolumenti per i nostri istruttori superano complessivamente i 200 mila euro l’anno. Alla responsabile della sezione ginnastica artistica abbiamo addirittura proposto un aumento del 20%, agli altri abbiamo semplicemente fatto una fotografia del proprio bilancio sezionale, mantenuto gli stessi importi fino al 30 giugno e richiesto un minimo di sacrificio sui costi di trasferta. A tutti abbiamo proposto dal 1 gennaio il rimborso del trasporto sia con i nostri mezzi che di altri ma non più il vitto e l’alloggio per gli istruttori, eccetto per le gare di particolare importanza, come ad esempio le finali dei campionati nazionali, dove comunque la Ginnastica si sarebbe impegnata a pagare le spese per tutti, allievi e tecnici compresi. Niente di così drastico e soprattutto niente di così anormale, considerando che eravamo fra i pochi, in un mondo dilettantistico che si fonda sul volontariato, ad attuare questa politica. Sono tre le specialità della Sgt che viaggiano maggiormente per impegni sportivi: basket, judo e scherma. Ho chiesto loro un aiuto per reperire qualche sponsor proprio per finanziare al 100% le loro rispettive sezioni e di conseguenza i costi di trasferta: la pallacanestro ha racimolato 30 mila euro, gli altri zero».

E il ritardo nei pagamenti? Smentisce anche questo?

«Chi ha firmato il contratto ha percepito i compensi fino al mese di febbraio, seguendo quello che è il normale cash flow della società e che peraltro si ripete ogni anno da chissà quanto tempo. Quindi tutto nella norma. Chi invece ha rifiutato di sottoscrivere l’accordo non ha ricevuto niente da novembre. Ma mi sembra logico anche questo. Non esiste società sportiva o azienda privata nella quale si ricevono gli emolumenti senza firmare il contratto».

La situazione economica della società è così preoccupante?

«Lo dicono a turno tutti gli amministratori che si sono succeduti: la Ginnastica non può sopravvivere in assenza di importanti contributi a fondo perduto, che possano sanare i debiti pregressi, e con una contestuale riduzione dei costi. E’ mai possibile che quando si chiede a determinati istruttori profumatamente remunerati un piccolo sacrificio, nonostante il bilancio delle loro sezioni sia negativo, la risposta sia un’assemblea straordinaria con la possibile sfiducia del presidente e del relativo consiglio? La Sgt non naviga in buone acque da non so quanto tempo ma da parte nostra ci siamo impegnati in questi ultimi due anni a ridurre tutti i costi e a presentare bilanci in ordine, chiusi sempre in attivo, ad affrontare con serietà e con l’aiuto di sponsor privati la necessaria ristrutturazione delle facciate e a risanare numerosi debiti pregressi. Abbiamo incrementato considerevolmente il numero degli atleti e rilanciato alcune sezioni storiche che erano cadute in disgrazia, e ne abbiamo fatto nascere di nuove come il parkour, da cui stiamo avendo grandissimi risultati in termini numerici. Poi certo, siamo sempre border line ma questo è fisiologico, soprattutto perché scontiamo dei debiti pregressi che stiamo onorando ma che rendono il bilancio più pesante. Ho chiesto la rinegoziazione dei nostri mutui: uno di questi prevede la restituzione di 400 mila euro entro cinque anni. O riusciamo a trovare un accordo con l’istituto creditore o la Sgt rischia di chiudere. Ma per dialogare con il sistema creditizio serve continuità gestionale, credibilità economica e personale e soprattutto bisogna metterci la propria faccia. Questi sono gli argomenti da affrontare, non il rimborso della cena e dell’albergo per le trasferte. Chi si lamenta oggi della nostra gestione ed è convinto di poter fare meglio, perché non si è presentato con un programma e con una lista di candidati alle ultime elezioni di fine 2018? Cosa può essere cambiato in cinque mesi, dopo che siamo stati rieletti praticamente all’unanimità? Ribadisco quello che ho sempre detto: è tutto assolutamente pretestuoso e limitato ad un gruppo di istruttori ben individuati, che non stanno facendo gli interessi della Ginnastica».

Che cosa rivendica, in particolare, fra i principali obiettivi raggiunti in questi due anni e mezzo alla guida della polisportiva?

«Abbiamo gestito con impegno, volontà, determinazione, sacrificio e tanto coraggio una società in costante difficoltà finanziaria e ridato credibilità al sodalizio nel mondo bancario pagando i debiti arretrati e rendendo la Sgt di nuovo affidabile. Complessivamente abbiamo raccolto quasi 500 mila euro fra contributi e sponsorizzazioni, e questo significa che tante aziende private ci hanno dato fiducia e hanno creduto nella nostra idea imprenditoriale della società. Siamo riusciti a riportare gli ultimi due bilanci in utile, ristrutturando e rimettendo in sesto la sede, senza dimenticare l’acquisto del secondo pulmino e la prossima messa a norma dell’impianto elettrico. Del rilancio di alcune sezioni ho già accennato sopra, e di particolare valore, a mio avviso, sono i progetti in favore delle famiglie bisognose. Per chi ha davvero necessità ci saremo sempre. Per chi attraverso la Sgt punta a fare gli interessi propri assolutamente no».

(da City Sport di lunedì 6 maggio 2019)