Museo

Il museo è aperto ogni martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00

Era il 24 maggio 1915 quando venne dato alle fiamme l’edificio della Società Ginnastica Triestina.

Andarono perduti tutti i documenti e i numerosissimi libri della biblioteca.
Si salvarono poche cose, le più importanti per fortuna: il quadro del Gatteri e la bandiera sociale inaugurata nel 1868.

Dopo la fine della I Guerra Mondiale si decise subito di ricostruire la sede senza però pensare a raccogliere i documenti e a ripristinare la biblioteca.Qualche cosa veniva donata dai soci, ma il materiale veniva accatastato senza alcun ordine. Appena all’inizio degli anni ’50 il Consiglio direttivo pensò di istituire un museo storico della Società. Il compito di ricercare, raccogliere e catalogare i documenti e gli oggetti venne affidato ai coniugi Viatori. Il risultato di questo impegno fu la prima mostra, nel 1953, in occasione del novantesimo anniversario della Fondazione.

I signori Viatori non conclusero le loro ricerche, anzi continuarono ancora più alacramente in previsione di una mostra per il centenario. Questa si tenne nei locali ex Rustia in viale XX Settembre ed ebbe un enorme successo con la presenza di autorità cittadine e non, ma soprattutto di un pubblico numerosissimo. Finita la mostra, si pose il problema della conservazione di tutto il materiale esposto.

Non trovando nella sede uno spazio sufficiente, questo venne accatastato in ambienti vari che ogni tanto cambiavano e di conseguenza tutto veniva spostato con inevitabile confusione. Si dovette attendere la costruzione del terzo braccio del complesso sociale, nel 1968, per programmare la sistemazione del museo storico.

Era il 24 maggio 1972 quando il museo venne inaugurato nella sede attuale in via Ginnastica 47 a Trieste. In occasione del 20° anniversario dell’apertura fu ulteriormente organizzata una grande mostra negli spazi del Palazzo Comunale in piazza dell’Unità.

Il museo della Ginnastica Triestina è visitabile ogni martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 sotto la guida del dott. Luciano Michelazzi.